Il Nome

MANITOO

Lo spirito creativo che vuoi tu

grafica – pubblicità – comunicazione – cultura – arte – illustrazione – letteratura

Di seguito si illustra il percorso che ha accompagnato la genesi dell’attività, accanto alle molteplici ragioni che si trovano alla base della scelta del naming, con il relativo logo e l’immagine coordinata


Il tam-tam della natura

Manitoo è la denominazione che ho scelto per la mia attività (free lance) di graphic designer e copywriter. Sì, è un nome che si ispira a Manitù, il dio dei nativi americani, quei cosiddetti “indiani” che la nostra “intraprendenza” e la sete di conquista occidentale (con il suo carico di responsabilità, senso civico e religiosa giustizia…) hanno provveduto ad annientare e cancellare dalla faccia della terra. Abbiamo ucciso la loro pacifica cultura primitiva in nome di un progresso che piano piano si sta rivelando un boomerang. Non siamo però riusciti a scardinare del tutto il loro credo spirituale, ancorato all’amore per la terra e la natura, la cui creazione non è dovuta a un atto unico e unilaterale compiuto da chissà quale nume celeste e invisibile, bensì rappresenta un’azione continua, quotidiana, perpetua, in eterno divenire e che si rinnova incessantemente: la creazione è, per gli indiani, il frutto dei comportamenti e delle azioni portate avanti da ogni singolo essere vivente che si trovi o si sia trovato a transitare nel mondo terreno (animali e vegetali compresi). Questa era la loro spiritualità, e questa, la fede nella terra e nella natura, è la sola religione che intendo seguire. Proprio in ossequio a una simile convinzione, ho scelto come payoff la frase “Lo spirito creativo che vuoi tu”. Perché ad animare e sorreggere la mia creatività professionale vi è quello stesso spirito: molto terreno, vitale e che si rinnova ogni giorno. Umile, terra-terra, pragmatico, per nulla divino. E capace di divulgare le idee, di condividerle, di promuovere e comunicare, ricorrendo al medesimo strumento per eccellenza utilizzato da quei popoli estinti: il tamburo (scelto appunto come immagine coordinata e simbolo del logo visibile più in alto). Vanto la pretesa di pensare che i miei lavori siano in grado di “dire le cose” come le sapeva infondere il costante, ripetitivo e dolce tam-tam che accompagnava l’esistenza, le relazioni e la diffusione delle notizie, nelle comunità degli scomparsi nativi americani.

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